Blefaroplastica non chirurgica e chirurgica a confronto
La caduta della palpebra superiore si evidenzia in genere dai 40-45 anni di età. Se fino a qualche anno fa la blefaroplastica era l’unica strada per correggere questo inestetismo, oggi una nuova tecnologia al plasma è in grado di competere con il bisturi grazie all’energia che si sprigiona dalla punta di uno strumento per la vaporizzazione del tessuto in eccesso.
La nuova tecnologia Tech è al plasma, ma è anche nota come “blefaroplastica non chirurgica”, ed è eseguita con un dispositivo che genera scariche di elettroni che, quando si avvicinano alla pelle, senza toccarla, producono una sorta di micro-scintille, che la fanno ritrarre.
Diciamo che una parte della pelle evapora, senza produrre edemi o cicatrici, questa tecnica elimina gli strati di pelle in modo sicuro perché l’ emorragia è praticamente inesistente e non c’è rischio di danneggiare l’area circostante.
Procedura:
Dopo aver applicato l’anestesia locale in crema, l’area da trattare viene contrassegnata e lo strumento viene quindi passato, con l’ago specifico, sopra e sotto le pieghe, in senso da disegnare un triangolo e a zig-zag per favorire la retrazione della pelle.
Sessioni:
Una o due per zona, a seconda del grado di rilassamento e/o della profondità della ruga.
Risultati:
Permette di eliminare la pelle in eccesso della palpebra superiore, ridurre le borse e le zampe di gallina e migliorare visibilmente la ritenzione di liquidi intorno agli occhi, senza dover passare attraverso la sala operatoria.
Viene anche usato per cancellare le rughe dall’area periorale (codice a barre), le rughe del collo, le pieghe sottili che si verificano nell’area della guancia e persino le verruche, le lentiggini, le cicatrici. A differenza della radiofrequenza, ad esempio, la retrazione è immediata e permanente e le imperfezioni vengono eliminate all’istante.
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