EPILAZIONE PROGRESSIVA E PERMANENTE

Sono in molti oggi a ricercare una risposta definitiva ai peli superflui, non solo le donne si rivolgono a questo tipo di trattamento, anche gli uomini vogliono ricorrervi, le zone che si possono trattare sono molteplici: viso, collo, petto, braccia, gambe, ascelle, zona bikini, pube, schiena e gambe.  Queste tecniche possono trattare anche la zona sopracciglia e i capelli, ridonandovi contorni perfettamente disegnati in tutte le zone che vi interessano.

In cosa consiste:

La luce pulsata segue una procedura che sfruttando l’energia luminosa ad alta intensità bersaglia le cellule pigmentate del follicolo pelifero distruggendole in modo definitivo dopo alcuni trattamenti. Possiamo dire che è dunque più facile agire su un soggetto che sia ricoperto da peli scuri, piuttosto che chiari. La luce pulsata colpisce però anche la melanina, di conseguenza siccome la melanina è presente in misura minore su una carnagione chiara, si hanno in genere migliori risultati di epilazione definitiva su fototipi chiari con peli scuri.

Quante sedute occorrono:

Entrando nello specifico si considererà che il pelo ha 3 fasi di crescita, chiamate: anagen, catagen e telogen; la fase in cui il pelo è vulnerabile al trattamento è la fase anagen (fase di sviluppo). Di conseguenza per ottenere un trattamento efficace è necessario eseguire più passaggi nella stessa zona con intervalli di circa un mese al fine di colpire il maggior numero di peli in fase anagen. Inoltre dipende anche dalla zona da trattare. Pertanto è necessario che il medico valuti attentamente le aree del corpo da trattare, la qualità dei peli, il loro colore ed il fototipo cutaneo. Statisticamente se un soggetto è normotipo occorrono dalle 5-8 sedute, nel caso in cui queste non fossero sufficienti, verrete comunque avvisati per tempo dallo specialista che già in prima analisi sarà in grado di offrirvi indicativamente un piano di intervento, con numero e durata della seduta e dei trattamenti.

Come viene eseguita una seduta?

Come prima cosa, vengono coperti i nei e circoscritte le varie zone eventualmente coperte da tatuaggio, evitando in entrambi i casi il passaggio della luce.
I peli vengono rasati per evitare che l’energia del raggio venga assorbita dallo stelo del pelo e non dal bulbo. Sulla zona da trattare viene applicato un gel che oltre a fare da barriera per la cute, permetterà all’operatore di individuare dove è stato già passato il fascio di luce. Si passa il manipolo sulla cute, l’energia viene assorbita dai cromofori delle cellule germinative del pelo (emoglobina, lipoproteine, pigmento) arrivando fino da 0,5/0,9mm di profondità. Il bulbo e la papilla germinativa vengono colpiti dunque in fase anagen in modo da inibire la ricrescita.  Gli altri peli invece continueranno il ciclo di vita e saranno colpiti nelle successive sedute. I peli che si trovano in altre fasi (catagen e telogen) comunque si presenteranno sempre più corti e sottili rispetto ai normali parametri di ricrescita. Quindi noteremo prima uno sfoltimento nella zona trattata e successivamente una completa epilazione permanente.

Quali sono i rischi per il corpo

Se il trattamento viene effettuato correttamente ed il paziente rispetta le indicazioni fornite dal medico non ci sono particolari rischi per il paziente. Un accorgimento da non sottovalutare è infatti la comunicazione realistica e tempestiva con il medico, il quale dovrà essere informato delle terapie farmacologiche in atto o di eventuali patologie del paziente. L’uso di particolari farmaci o di disordini ormonali durante il trattamento potrebbero causare l’insorgere di eventuali  eventi avversi di carattere cutaneo, come ad esempio le macchie sulla pelle, che ad ogni modo con i mesi tenderanno ad attenuarsi e successivamente a sparire del tutto. Tale accadimento può anche essere conseguenza di eventi cutanei esistenti (acne, eczema, follicolite, scottature, cicatrici) o di precedenti trattamenti di luce pulsata . Ecco perché è di fondamentale importanza comunicarli per tempo all’operatore che esegue il trattamento in modo da garantire risultati e sicurezza.

Cosa non bisogna fare durante i trattamenti?

Uno degli aspetti di rilevante importanza è di non assumere farmaci fotosensibilizzanti (come ad es. alcuni antibiotici, anticoncezionali, antidolorifici, cortisone, ecc..).
Evitare di esporsi al sole o a lampade abbronzanti i 15gg prima e i 15gg dopo il trattamento.

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